La babesiosi sono patologie causate da protozoi il cui ciclo vitale non si completa nel vertebrato ma necessita il coinvolgimento di artropodi ematofagi (zecche) che diventano vettori biologici della malattia. Le babesie sono patogeni specie specifici, ciò significa che una determinata specie di babesia infetta esclusivamente una determinata specie animale e non altre. Le babesie si localizzano e si riproducono nei globuli rossi dei vertebrati per divisione binaria o per gemmazione e completano il loro ciclo nelle zecche nelle quali si riproducono per sporogonia. La zecca femmina, ingorgandosi con sangue di di un animale infetto, assume merozoiti destinati a trasformarsi in isogameti una volta giunti nella cavità intestinale dell'artropode. L'unione degli isogameti determina la formazione dello zigote, gli zigoti hanno capacità migratorie e raggiungono anche l'ovaio. Nelle uova delle zecche deposte nell'ambiente, lo zigote si sviluppa in sporoblasti e successivamente in sporocineti i veri elementi infettanti che vengono inoculati al momento del pasto nell'animale recettivo.
Una zecca adulta che assume sangue contaminato da merozoiti durante l'ingorgamento, non è in grado di trasmettere la malattia ad altri animali, dopo il pasto cade al suolo per la deposizione delle uova, successivamente muore. Saranno le larve, le ninfe e gli adulti nati dalle uova infette a causare la trasmissione della patologia. Tuttavia è ammessa la trasmissione da stadio a stadio, larve o ninfe che assumono sangue da animali infetti e trasferendosi dopo la muta su animali recettivi, li infettano. In questo caso gli zigoti possono migrare alle ghiandole salivari degli artropodi e qui evolvere a sporozoiti . Questa modalità di trasmissione può realizzarsi soltanto con zecche a due o tre ospiti.
Gli sporozoiti invadono i globuli rossi , diventano trofozoiti, da questi con divisione binaria o con gemmazione si ottengono i merozoiti che tornano a trofozoiti, dopo le numerose ripetizioni del ciclo asessuato.
Gli agenti patogeni sono: Babesia Caballi e Babesia Equi
Babesia Caballi si presenta tipicamente con forme che ricordano molto il profilo della pera, singole o riunite agli apici in modo da formare un angolo acuto, ciascun elemento ha lunghezza superiore al raggio del globulo rosso.
Babesia Equi si mostra più spesso a forma di ellissi o di anello, è di piccole dimensioni e si moltiplica per divisione quaternaria, con gli elementi disposti a croce nel globulo rosso (Croce di Malta)
La babesia è una patologia che trova diffusione nel Mediterraneo, Asia, America centro-meridionale, in Italia è presente nelle regioni centro-meridionali, coinvolge tanto i cavalli quanto asini, muli e bardotti. La trasmissione avviene tramite zecche appartenenti prevalentemente al genere Dermacentor, Hyalomma e Rhipicephalus ma non va assolutamente trascurata la via iatrogena per mezzo di aghi o strumenti chirurgici non sterilizzati usati precedentemente su animali infetti. Per Babesia Equi è stato dimostrato in letteratura scientifica, il passaggio dalla madre al feto per via placentare.
SINTOMATOLOGIA
Per Babesia Caballi il tempo di incubazione può variare da 11 a 20 giorni mentre per Babesia Equi varia da 5 a 10 giorni. Si registra una sintomatologia febbrile, prima continua e intermittente con l'avanzare della patologia. In animali infetti da B. Caballi si individuano stati itterici, petecchie congiuntivali e paresi dl treno posteriore. Il sangue si dimostra acquoso, il siero appare emolitico, l'emoglobinuria è piuttosto rara. Ancora più rara risulta l'emoglobinuria nell'infezione sostenuta da Babesia Equi, manca la paresi del treno posteriore mentre è apprezzabile una marcata anemia, edemi della regione sternale, all'addome e agli arti, l'esito può risultare mortale in una settimana. I casi lievi e quindi asintomatici sono tipici dei soggetti più giovani. La patologia negli equini può decorrere in forma cronica con anemia progressiva ed esito letale in stato cachettico.
DIAGNOSI
Ha un elevato valore diagnostico anche solo un accurato esame clinico fatto da personale esperto, soprattutto nelle zone endemiche. E' buona norma tuttavia eseguire un esame microscopico del sangue per differenziare la babesiosi da altre patologie quali ad esempio le tripanosomosi ma allo stesso tempo per individuare il tipo di babesia, informazione utile per meglio indirizzare il protocollo terapeutico. Trascorsi 5 - 10 giorni dall'insorgenza dei sintomi è più difficile evidenziare i parassiti nel sangue